Una storia è fatta di tempo, anni e generazioni. Tra le mura della masseria nasce e cresce nostro nonno Pellegrino, da tutti chiamato Pellerì. Il nonno prenderà in sposa la dolce Anna dalla quale avrà Mena e i gemelli Nicola e Gennaro, nostro padre. Sono gli anni del costante abbandono della terra e della migrazione verso le città. Anche nostro padre non fa eccezione, ma la fortuna vuole che i suoi spostamenti gli permettono di poter sempre mantenere un legame intenso e vitale con la sua terra, alla quale corre in ogni momento libero. Una passione che trasmette anche a noi figli. I nostri weekend da fanciulli sono sempre legati ai vigneti di famiglia. La passione cresce e crescono anche i terreni. Appena un cugino andato al nord metteva in vendita un pezzetto di terra, nostro padre cercava di comprarlo e quando ci riusciva, ecco che sorgeva un nuovo filare di uva, falanghina o aglianico che sia.

Si giunge così al bicchiere di vino sorseggiato insieme e l’avventura, che come dicevamo era ormai iniziata. Poche settimane, il tempo di contattare il nostro agronomo di fiducia, selezionare un enologo, trovare una cantina, portare a regime il raccolto, vendemmiare, vinificare, preparare il vino, acquistare bottiglie, tappi e tutto il necessario, che ci troviamo oggi a sorseggiare dell’ottimo vino, ma ancor più speciale. Più speciale non solo perché è il nostro, ma perché in ogni suo sorso rivive una storia, che in queste righe è solo riassunta. Una storia fatta di terra, di contadini, di una famiglia del sud che per quanto possa andare per il mondo sempre una famiglia del sud rimane, dei nonni sapienti, dei figli amorevoli e dei nipoti folli quanto basta per tentare di scrivere un capitolo nuovo di questa vecchia avventura, che non prevede la parola fine.

UNA FAMIGLIA, UNA PASSIONE:
LA NOSTRA STORIA

È nel gennaio del 2014, mentre io e mio fratello sorseggiavamo un bicchiere di vino prodotto dalle nostre uve che lui esclama : “ma perché il vino non lo facciamo noi!“. Attimo di silenzio, sguardo d’intesa. L’avventura era già iniziata, un’avventura che ha una storia lunga più di un secolo, fatta di contadini, di sudore, di gioia, di abbandoni e di ritorni. La nostra storia nasce nelle campagne che dalla città di Benevento, presso la contrada San Vitale, si estendono verso le pendici del monte Taburno. È in questa terra che più di un secolo fa i nonni di nostro nonno, si stabilizzarono presso la masseria Ormetella. Persone semplici , dedite al lavoro e al sacrificio, contadini amanti della terra, madre da rispettare e accudire. Qui svilupparono la coltivazione del tabacco e del grano, tirando su vigneti e uliveti.

Noi crescevamo e di pari passo con noi i vigneti. Le settimane trascorrevano fuori Benevento, tra uffici e scuole, ma i week end sempre in vigna. Vigne rigogliose, non solo grazie alla passione dei nostri genitori, ma anche alla sapiente e meticolosa cura dell’altro nonno, Antonio, il papà di nostra madre Marina. A lui si deve la cura e messa in produzione di tutti i nostri vigneti. Anche lui, come Pellerì, contadino cresciuto nella terra e alla cui terra ha sacrificato tutta la sua vita, con l’amore che solo un contadino sa renderle.
E così, anno dopo anno, dalla potatura alla vendemmia, i nostri vigneti sono stati sempre stati il perno, ma forse semplicemente la scusa, per riunire e aggregare la nostra famiglia, per coltivare non solo un buon frutto, ma anche una passione che ormai pulsava vitale nelle nostre vene.

UNA FAMIGLIA, UNA PASSIONE

È nel gennaio del 2014, mentre io e mio fratello sorseggiavamo un bicchiere di vino prodotto dalle nostre uve che lui esclama : “ma perché il vino non lo facciamo noi!”. Attimo di silenzio, sguardo d’intesa. L’avventura era già iniziata, un’avventura che ha una storia lunga più di un secolo, fatta di contadini, di sudore, di gioia, di abbandoni e di ritorni. La nostra storia nasce nelle campagne che dalla città di Benevento, presso la contrada San Vitale, si estendono verso le pendici del monte Taburno. È in questa terra che più di un secolo fa i nonni di nostro nonno, si stabilizzarono presso la masseria Ormetella. Persone semplici , dedite al lavoro e al sacrificio, contadini amanti della terra, madre da rispettare e accudire. Qui svilupparono la coltivazione del tabacco e del grano, tirando su vigneti e uliveti.

Passano anni e generazioni. Tra le mura della masseria nasce e cresce nostro nonno Pellegrino, da tutti chiamato Pellerì. Il nonno prenderà in sposa la dolce Anna dalla quale avrà Mena e i gemelli Nicola e Gennaro, nostro padre. Sono gli anni del costante abbandono della terra e della migrazione verso le città. Anche nostro padre non fa eccezione, ma la fortuna vuole che i suoi spostamenti gli permettono di poter sempre mantenere un legame intenso e vitale con la sua terra, alla quale corre in ogni momento libero. Una passione che trasmette anche a noi figli. I nostri weekend da fanciulli sono sempre legati ai vigneti di famiglia. La passione cresce e crescono anche i terreni. Appena un cugino andato al nord metteva in vendita un pezzetto di terra, nostro padre cercava di comprarlo e quando ci riusciva, ecco che sorgeva un nuovo filare di uva, falanghina o aglianico che sia.

Noi crescevamo e di pari passo con noi i vigneti. Le settimane trascorrevano fuori Benevento, tra uffici e scuole, ma i week end sempre in vigna. Vigne rigogliose, non solo grazie alla passione dei nostri genitori, ma anche alla sapiente e meticolosa cura dell’altro nonno, Antonio, il papà di nostra madre Marina. A lui si deve la cura e messa in produzione di tutti i nostri vigneti. Anche lui, come Pellerì, contadino cresciuto nella terra e alla cui terra ha sacrificato tutta la sua vita, con l’amore che solo un contadino sa renderle.
E così, anno dopo anno, dalla potatura alla vendemmia, i nostri vigneti sono stati sempre stati il perno, ma forse semplicemente la scusa, per riunire e aggregare la nostra famiglia, per coltivare non solo un buon frutto, ma anche una passione che ormai pulsava vitale nelle nostre vene.

Si giunge così al bicchiere di vino sorseggiato insieme e l’avventura, che come dicevamo era ormai iniziata. Poche settimane, il tempo di contattare il nostro agronomo di fiducia, selezionare un enologo, trovare una cantina, portare a regime il raccolto, vendemmiare, vinificare, preparare il vino, acquistare bottiglie, tappi e tutto il necessario, che ci troviamo oggi a sorseggiare dell’ottimo vino, ma ancor più speciale. Più speciale non solo perché è il nostro, ma perché in ogni suo sorso rivive una storia, che in queste righe è solo riassunta. Una storia fatta di terra, di contadini, di una famiglia del sud che per quanto possa andare per il mondo sempre una famiglia del sud rimane, dei nonni sapienti, dei figli amorevoli e dei nipoti folli quanto basta per tentare di scrivere un capitolo nuovo di questa vecchia avventura, che non prevede la parola fine.